Il Théâtre de l’Odéon di Parigi e il Teatro Stabile di Napoli promuovono un laboratorio teatrale diretto dalla regista francese Nathalie Garraud, nell’ambito del progetto europeo Città in scena-Cities on stage, progetto al quale i due Teatri partecipano insieme al Théâtre National di Bruxelles, il Teatro de La Abadia di Madrid, il FolkTeatern di Goteborg e il Teatro Nazionale Radu Stanca di Sibiu (Romania).
Il laboratorio, della durata di un mese, è rivolto a giovani attrici e giovani attori campani di età massima 25 anni e avrà luogo a Parigi, presso il Thèatre de l’Odeon, nel mese di marzo 2012. Il tema e l’impostazione del laboratorio sono illustrate nella lettera che la stessa regista indirizza agli attori interessati e che si riporta qui di seguito al presente avviso. Il laboratorio è un’immersione totale nella vita e nella storia della città ospitante, filtrata dall’impostazione e dalle modalità di lavoro della regista curatrice del laboratorio stesso.
La partecipazione al laboratorio è a titolo gratuito; ai partecipanti saranno assicurati dal Théâtre del l’Odeon il viaggio di andata e ritorno Napoli-Parigi, l’alloggio e il vitto per il periodo di permanenza a Parigi.
La domanda di partecipazione – corredata di lettera di motivazione, curriculum, foto, dati anagrafici, recapiti telefonici, di posta elettronica e del livello di conoscenza della lingua francese – dovrà pervenire, entro e non oltre il 30 settembre 2011, presso il Teatro Marcadante o per posta ordinaria, all’indirizzo piazza Francese, 46 80133 Napoli o, preferibilmente via mail al seguente recapito: m.dalesio@teatrostabilenapoli.it
Sulla scorta delle informazioni inviate insieme alla domanda e alla lettera di motivazione, Nathalie Garraud effettuerà una prima selezione di un gruppo di non più di 30 attrici/attori che saranno invitati a partecipare ad un lavoro preliminare di tre giorni con la stessa Garraud, presso il Teatro Mercadante di Napoli dal 27 al 29 ottobre 2011. Al termine di questa fase di lavoro la Garraud sceglierà il gruppo definitivo di 7 attrici/attori per il laboratorio di Parigi. La non partecipazione alla fase di lavoro di Napoli esclude la possibilità di partecipare al laboratorio di Parigi. Nella scelta dei partecipanti è ritenuto requisito preferenziale la conoscenza della lingua francese. La partecipazione alla fase di selezione di Napoli non prevede compenso né rimborso spese.

«Puisse chacun être son propre historien,
alors il vivra avec plus de soin et d’exigence».
«Possa ognuno essere il proprio storico,
allora vivrà con più cura ed esigenza».
Jean-Luc Godard. Tout va bien. Paris, 1972.

Parigi, vetrina della Francia?
Diciamo che evoco in modo arbitrario tre date: 1789, 1871, 1968.
E che parlo oggi. A Parigi, nel 2011.
Sulla piazza della Bastille, c’è un teatro lirico. Al metrò Belleville, ci sono dei Drugstore cinesi. Sulla piazza dell’Odeon, c’è un ristorante chic. I sanpietrini del boulevard Saint-Michel sono stati ricoperti di asfalto e di botteghe di abbigliamento. Luoghi carichi di storia che non dicono più i loro nomi: Rivoluzione Francese, Comune di Parigi, Maggio 68. Nomi messi sotto vetro per necessità storiche o di mercato, consegnati alla nostalgia da una dolce ironia democratica o colpiti dal cinismo ultraliberale…
Eppure, ultimamente, la crisi finanziaria scuote di nuovo la leggitimità della dominazione liberale sul mondo, e la chiusura, che alcuni credevano definitiva, dell’ipotesi rivoluzionaria. L’atmosfera è più leggera o più pesante, secondo le preferenze… Sarkosy e Berlusconi evocano con discorsi allarmisti e populisti gli spettri di rivoluzioni che gli «indignados» d’Europa cercano di rianimare attraverso solidarietà transnazionali e formule prese in prestito dal passato.
Ma che cosa si sta disegnando per noi, giovani europei, al di là di questi populismi reazionari e di queste rivolte senz’armi? Come possiamo oggi pensarci sto-ri-ca-mente ? E come possiamo farlo su un palcoscenico?
È del presente di cui voglio parlare con voi. Quindi, quello che faremo, non sarà uno spettacolo sul maggio 68, né sulla Comune di Parigi, né sulle rivoluzioni francesi di cui Parigi è stata la vetrina per più di due secoli.
Quello che faremo, è un’inchiesta. Un’inchiesta su noi stessi, un’inchiesta sulla nostra storia, e sul modo in cui essa è influenzata dalla Storia, e dagli spettri sbiaditi o rinascenti della Storia rivoluzionaria…
Quest’inchiesta, la faremo a Parigi, in un teatro, il Théâtre de l’Europe, un luogo storico e sempre in attesa di storie che si stanno scrivendo. Un luogo che ci chiede di pensare come gli elementi di una realtà storica, simbolica, biografica, si articolino con l’esigenza di un presente sempre rinnovato, in attesa d’avvenire.
Useremo il teatro per parlare di rivoluzione, o forse useremo la rivoluzione per parlare di teatro. Oggi, in Europa.

Nathalie Garraud
Paris, 25 août 2011.

Nathalie Garraud è nata nel 1977 e si è formata come attrice. Nel 1998 ha creato la compagnia “Du zieu dans les bleus”. Tra il 2001 e il 2003 ha trascorso un lungo periodo in Libano, dove ha lavorato nei campi di accoglienza degli immigrati palestinesi. Da questa esperienza, nel 2003, è scaturita la sua regia del testo di Howard Barker,Les Européens (Gli Europei). Nel 2004 va anche in Giordania al festival teatrale di Amman, dove incontra Pierre Fourny. Con lui organizza “Le Labo” un laboratorio di ricerca sulla macchina teatrale e la scrittura scenica. Ancora in Libano, nel 2005, realizza progetti più personali tra i quali la scrittura del testo teatrale Traces (Tracce). Dal 2006 collabora con Olivier Saccomano, in particolare su un ciclo di ricerche sulle forme tragiche. Tra il 2007 e il 2010, insieme, realizzano la trilogia Les suppliantes (Quelle che supplicano).

La Compagnia “Du zieu dans les bleus” è nata nel 1998 e ha sede a Parigi. All’inizio consiste in un gruppo di ricerca sulla scrittura contemporanea composto da autori, attori, architetti che danno vita a festival e vari lavori di scrittura collettiva. Nel 2003, la compagnia diventa professionista e Nathalie Garraud ne assume la direzione.
Tra il 2003 e il 2005 “Du zieu dans les bleus” e la sua direttrice, da sempre in contatto “artistico” con il mondo arabo, entrano in relazione con giovani artisti palestinesi e libanesi dando vita a una cooperazione franco-libanese.
Dal 2006, la compagnia cambia sede e trova una residenza artistica in Picardie, nel nord della Francia. La direzione artistica della compagnia è sempre di Nathalie Garraud ma, dallo stesso anno, in stretta collaborazione con il regista Olivier Saccomano. Le attività di “Du zieu dans les bleus” si basano sull’idea centrale di un’organizzazione collettiva finalizzata alla continuità del lavoro.
“Du zieu dans les bleus” sta per “du bleu dans les yeux” che significa “blu negli occhi”; la scelta – nel logo – di usare una grafia simile a quella araba evidenzia gli interessi artistici e culturali della compagnia.

Progetti in corso

C’est bien, c’est mal (Ѐ bene, è male) di Bertold Brecht
Con questo progetto, la compagnia si concentra sulla ricerca di una dialettica teatrale nuova conducendo un’indagine presso gli spettatori e in particolare gli adolescenti. Questa ricerca si svolge grazie a un lavoro determinato e collettivo realizzato in ateliers per i ragazzi delle scuole. Questo progetto si articolerà fra il 2012 e il 2013.
Fra i temi affrontati dalla compagnia, risulta centrale il confronto tra i testi classici che fanno parte di una certa tradizione teatrale e i giovani autori contemporanei. Un confronto che permette di riflettere sul rapporto tra storia e attualità.
Nel 2010, la compagnia “Du zieu dans les bleus” ha firmato una convenzione con la compagnia libanese “Zoukak” al fine di creare uno spazio di dialogo e di ricerca tra le due compagnie e i due paesi. I due ensemble collaborano regolarmente realizzando interessanti scambi artistici.