Comunicato stampa

 

DIECI STORIE PROPRIO COSÌ terzo atto

da un’idea di Giulia Minoli
drammaturgia di Emanuela Giordano e Giulia Minoli
e regia di Emanuela Giordano

il 6, 7 e 8 febbraio al Teatro San Ferdinando al via la nuova tappa de

Il palcoscenico della legalità

il progetto nazionale di impegno civile di contrasto alle mafie e di educazione alla legalità

 

 

Il 6, 7 e 8 febbraio prossimi al Teatro San Ferdinando di Napoli torna il progetto Il Palcoscenico della legalità con lo spettacolo DIECI STORIE PROPRIO COSÌ terzo atto, da un’idea di Giulia Minoli su drammaturgia di Emanuela Giordano e della stessa Minoli e la regia di Emanuela Giordano.

Rivolto soprattutto al pubblico dei giovani e agli studenti, in linea con le finalità civili e culturali che ispirano il progetto, lo spettacolo vede in scena Daria D’Aloia, Vincenzo d’Amato, Anna Mallamaci, Valentina Minzoni, Alessio Vassallo, con i musicisti Tommaso Di Giulio alle chitarre e Paolo Volpini alla batteria, su musiche originali dello stesso Tommaso Di Giulio; aiuto regia Tania Ciletti. La produzione è del Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale, Teatro di Roma-Teatro Nazionale, Teatro Stabile di Torino-Teatro Nazionale, Emilia Romagna Teatro Fondazione, in collaborazione con Co2 Crisis Opportunity Onlus. Lo spettacolo è vincitore del Premio Anima 2016 per la categoria teatro.

 

DIECI STORIE PROPRIO COSÌ terzo atto è parte integrante del progetto Palcoscenico della Legalità ideato e coordinato da Co2 Crisis Opportunity Onlus con la partecipazione di attori, ricercatori, docenti, giornalisti, magistrati, studenti, associazioni e teatri, ed è promosso da Fondazione Pol.i.s., Libera, CROSS Osservatorio sulla Criminalità Organizzata dell’Università degli Studi di Milano, LARCO Laboratorio di Analisi e Ricerca sulla Criminalità Organizzata dell’Università di Torino , Fondazione Falcone, Centro Studi Paolo Borsellino, Fondazione Silvia Ruotolo, Italiachecambia.org e DaSud. Con il Patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ed il Ministero della Giustizia ed il sostegno di Fondazione con il Sud, Eni Spa, SIAE, Poste Italiane.

Le tre rappresentazioni del 6, 7 e 8 febbraio al Teatro San Ferdinando di Napoli segnano l’inizio della tournée italiana del terzo atto dello spettacolo, che dopo Napoli toccherà, tra le altre, le città di Roma, al Teatro India dal 21 al 29 marzo; Bologna, Arena del Sole il 16 aprile; Cesena, Teatro Bonci il 17 e 18 aprile; Modena, Teatro Storchi il 19 aprile; Torino, Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus il dal 2 al 7 Maggio.

 

DIECI STORIE PROPRIO COSÌ terzo atto è una “ragionata” provocazione contro quella rete mafiosa, trasversale e onnipresente, che vorrebbe sconfitta la coscienza collettiva, la capacità di capire e reagire. È lo svelamento dei complessi legami che si intrecciano tra economia “legale” ed economia “criminale”, legami che uccidono il libero mercato e minacciano gravemente il nostro futuro.

Siamo partiti nel 2012 scavando nella memoria, per ricordare chi ha combattuto le mafie. Questo inizio costituisce l’ossatura imprescindibile della nostra esperienza. Da allora abbiamo viaggiato in tutta Italia, approfondendo il tema della lotta alla criminalità organizzata grazie all’aiuto di alcune università italiane e ai tanti testimoni che ci hanno raccontato le loro storie. Sono più di cinquanta le persone che abbiamo conosciuto e cogliamo l’occasione per ringraziarle: sono stati incontri importanti, ci hanno permesso di accrescere la nostra consapevolezza. Per questa ragione abbiamo deciso di concentrarci sul presente, su ciò che accade ora e su quello che ognuno di noi può realmente fare, assumendoci la responsabilità di un cambiamento faticoso, difficile ma irrinunciabile. Abbiamo approfondito il tema della scelta.

 

Durata dello spettacolo 70 minuti + dibattito 50 minuti

Orario rappresentazioni 6 febbraio ore 21.00 | 7 e 8 febbraio ore 17.00

Informazioni

www. www.teatrostabilenapoli.it | tel. 081.5524214 | info@ www.teatrostabilenapoli.it

Biglietteria San Ferdinando tel. 081.292030 | 081.291878 | biglietteria@ www.teatrostabilenapoli.it

 

DIECI STORIE PROPRIO COSÌ terzo atto

 

NOTE DI REGIA

Questo nuovo spettacolo, il terzo dal nostro inizio, mantiene l’impegno di veicolare prima di tutto la forza delle storie che raccontiamo ma questa volta scrittura e messa in scena spingono l’acceleratore sull’idea della scelta, sul cosa possiamo fare noi, noi tutti. La criminalità organizzata si sta appropriando della nostra economia e noi non ce ne siamo accorti? È una forma di distrazione di massa o siamo complici? Cambia la logica del merito, del diritto, cambiano le regole del profitto e del mercato e siamo incapaci di reagire, ammutoliti e stanchi. Abbiamo tracciato il profilo di personaggi collusi, grazie alla loro complicità le mafie hanno potuto infiltrarsi in tutti i settori dell’economia. E non solo di quella. Ma non è con il disincanto che possiamo combatterli. Non è l’assenza di impegno a salvarci. Per fortuna c’è chi si oppone, rischia, denuncia, indica alternative fattibili a questo degrado. C’è chi sceglie. Vogliamo raccontarvi un’Italia poco conosciuta: il sindaco che combatte le logiche mafiose che intossicano la sua città, il commercialista che contrasta il rapporto tra aziende e denaro sporco, il giornalista, il collaboratore di giustizia, il testimone. Vogliamo farvi conoscere le strategie di impegno di un gruppo di liceali, la sfida di alcuni imprenditori, vogliamo mostrarvi un’Italia viva: aziende, università, comunità che ci propongono un modo diverso di concepire le risorse economiche, gli spazi comuni, la nostra stessa esistenza. Possiamo farlo anche noi. Stare insieme, in teatro, può aiutarci a imparare.

Emanuela Giordano

 

IL TEATRO CIVILE

Il teatro civile nasce come necessità di recupero della memoria storica di un paese, di una nazione, come spazio laico di condivisione umana, condivisione di riflessioni, domande, esperienze del passato che hanno determinato (nel bene e nel male) ciò che siamo oggi e ciò che potremo diventare. Segna una linea di continuità tra il prima, il presente e il nostro domani.

Il teatro ha sempre raccontato i conflitti e le contraddizioni umane, attraverso metafore o racconti fantastici, il nostro teatro usa nomi, luoghi ed eventi che sono realmente accaduti, porta in scena storie vere, persone vere, orrori perpetuati e azioni coraggiose, ingiustizie e riscatto.

Quello che leggiamo sui giornali si confonde con mille quotidiane sollecitazioni e spesso si dimentica, il silenzio e il buio del teatro ci inducono all’ascolto, a sentirci più comunità e meno individui soli e distratti facendo riemergere il senso del vivere civile.  Giulia Minoli

 

LA NOSTRA STORIA

Siamo partiti dall’incontro con decine di familiari di vittime innocenti di mafia, camorra, criminalità e con i responsabili di cooperative e associazioni che sulle terre confiscate alla mafia hanno costruito speranze, lavoro, accoglienza, idee.

Abbiamo realizzato percorsi formativi per 10.000 studenti, circa 50.000 studenti hanno visto lo spettacolo teatrale, abbiamo realizzato tre spettacoli teatrali e un film documentario. Abbiamo promosso una rete tra associazioni, teatri, istituti penitenziari, scuole e società, per apprendere insieme un nuovo alfabeto civile. 

Il linguaggio e le tecniche teatrali sono diventati strumento per imparare il lavoro di squadra, ma soprattutto per ragionare sulla nostra responsabilità individuale e collettiva riguardo a logiche e culture mafiose.

Parallelamente si è sviluppato il progetto di formazione sui mestieri del teatro negli Istituti Penitenziari Minorili di Airola (BN) e Malaspina (PA), da cui sono nati gli spettacoli “Aspettando il tempo che passa” nel carcere di Airola, “Fiesta” al Malaspina di Palermo e il brano rap “Puortame là fore” interpretato da Lucariello e Raiz. Nel 2017 abbiamo realizzato un film documentario, coprodotto da Jmovie e Rai Cinema, che percorre le tappe di questo e