Dal 16 al 21 novembre al Teatro San Ferdinando il gradito ritorno di

TAVOLA TAVOLA, CHIODO CHIODO…

lo spettacolo di e con Lino Musella

tratto da appunti, articoli, corrispondenze e carteggi

di Eduardo De Filippo

su progetto di Lino Musella e Tommaso De Filippo

Un inedito ritratto di artista.

Eduardo e le sue battaglie donchisciottesche per il teatro

condotte tra poche vittorie e molti fallimenti.

Dopo il debutto di ottobre scorso al Teatro San Ferdinando e l’immediata interruzione delle recite per le disposizioni governative anti-Covid, torna finalmente in scena dal 16 al 21 novembre, sempre al teatro di Piazza Eduardo De Filippo, lo spettacolo Tavola tavola, chiodo chiodo…diretto e interpretato da Lino Musella, Premio Ubu 2019 come Migliore attore.

Prodotto da Elledieffe e Teatro di Napoli-Teatro Nazionale, lo spettacolo nasce, nella forzata pausa imposta dalla pandemia, dagli studi di Lino Musella dedicati alla figura del grande drammaturgo Eduardo De Filippo e dalle conseguenti riflessioni emerse circa la sua visione d’insieme sul mondo dello spettacolo e sulle sue sorti.

«In questo tempo mi è capitato – scrive Musella nelle sue note – di rifugiarmi nelle parole dei grandi: poeti, scrittori, filosofi, drammaturghi, e su tutti Eduardo De Filippo, per cercare conforto, ispirazione o addirittura per trovare, in quelle stesse parole scritte in passato, risposte a un presente che oggi possiamo definire senza dubbio più presente che mai». «E’ nato così in me – prosegue il regista e attore – il desiderio di riscoprire l’Eduardo capocomico e, mano mano, ne è venuto fuori un ritratto d’artista non solo legato al talento e alla bellezza delle sue opere, ma piuttosto alle sue battaglie, potremmo dire “donchisciottesche”, condotte instancabilmente tra vittorie e fallimenti».

Tavola tavola, chiodo chiodo … sono le parole con cui termina la dedica che Eduardo riserva a Peppino Mercurio, il suo storico macchinista, e che fa incidere su una lapide tuttora posizionata sul palcoscenico del San Ferdinando. Un omaggio al suo sodale capomastro che tavola su tavola, appunto, aveva ricostruito quello stesso palcoscenico distrutto dai bombardamenti nel ‘43. 

«Faccio parte di una generazione nata tra le macerie del grande Teatro – aggiunge Lino Musella – e che può forse solo scegliere se soccombere tra le difficoltà o tentare di mettere in piedi, pezzo dopo pezzo, una possibilità per il futuro, come ermeticamente indicano quelle parole incise nel Teatro di Eduardo, che in realtà suggeriscono un’azione energica e continua. Questo grande artista è costantemente impegnato a ‘fare muro’ per smuovere la politica e le Istituzioni e ne esce spesso perdente, in parte proprio come noi in questo tempo, ma anche da lontano non smette mai di alzare la sua flebile, roboante voce e mi piace pensare che lo faccia proprio per noi».

Significativo, in fase di preparazione dello spettacolo, è stato il sostegno di Tommaso De Filippo, sempre più impegnato nella cura dell’eredità culturale della famiglia, e di Maria Procino che ha affiancato Lino Musella nella ricerca storica. Tutto questo nel solco della lezione di Eduardo, prima, e di Luca, poi, che non hanno mai tralasciato, quale attitudine privilegiata nel loro lavoro, un costante impegno alla creazione di occasioni concrete di dialogo tra le diverse generazioni, impegnate in scena e per la scena.

In questo “assolo con musica”, Lino Musella  darà dunque voce e corpo alle parole che Eduardo rivolge, ad esempio, alle Istituzioni, sia negli scritti che indirizza nell’ottobre del 1959 al Ministro del Turismo e Spettacolo, Umberto Tupini, sia quando nel 1982 a Palazzo Madama si rivolge direttamente ai suoi colleghi senatori, ma anche note private riferite ai suoi sodali (come quelle dei carteggi relativi all’impresa estenuante per la ricostruzione e il mantenimento del Teatro San Ferdinando) e alcuni estratti di articoli di giornali, a sua firma o a lui riferiti.

«Tutto questo – sottolinea ancora Musella – per definire il mio percorso nei pensieri che stanno dietro le parole di Eduardo, nella personalissima passione ed esperienza di un quarantenne che senza nessun intento storicistico o didascalico si avvicina alla vita del grande Maestro, un gigante sulla scena come nella vita pubblica».

Con Lino Musella anche Marco Vidino che esegue dal vivo, tra brani inediti e di repertorio, le musiche dello spettacolo. Le scene sono di Paola Castrignanò; il disegno luci di Pietro Sperduti; il suono di Marco D’Ambrosio; i costumi di Sara Marino; le foto di scena di Mario Spada. Collaborazione alla drammaturgia Antonio Piccolo

Durata dello spettacolo: 1h e 40’ senza intervallo

Calendario rappresentazioni

16/11/2021 ore 21.00

17/11/2021 ore 17.00

18/11/2021 ore 17.00

19/11/2021 ore 21.00

20/11/2021 ore 19.00

21/11/2021 ore 18.00

Info e prenotazioni: www.teatrodinapoli.it

Biglietteria: tel. 081.5513396 | e.mail: biglietteria@teatrodinapoli.it

Tournèe 2021

Milano, Piccolo Teatro Grassi, 3 – 7 novembre

Napoli, Teatro San Ferdinando, 16 – 21 novembre

Pordenone, Teatro Verdi, 27 novembre 

Roma, Teatro Vascello, 30 novembre – 5 dicembre

Montepulciano (SI), Teatro Poliziano, 10 dicembre

Pontedera (PI), Teatro Era, 11 – 12 dicembre

Russi (RA), Teatro Comunale, 14 dicembre

 

Ufficio Stampa Teatro di Napoli – Teatro Nazionale

Sergio Marra | Responsabile s.marra@teatrodinapoli.it

Valeria Prestisimone v.prestisimone@teatrodinapoli.it

 

Ufficio stampa produzione Elledieffe

Renato Rizzardi

rizzardistampa@gmail.com

339 3800826

 

LINO MUSELLA

Premio UBU nel 2019, miglior attore per “The Night Writer – Giornale notturno”, uno spettacolo scritto e diretto da Jan Fabre che unisce in un’autobiografia intima e provocatoria alcune pagine dei diari personali dello scrittore ed artista belga. Lo spettacolo è stato scelto ed ospitato al Festival SOLO di Mosca, prestigiosa rassegna internazionale realizzata dal Centro Teatrale Na Strastnom.

Al cinema è “miglior attore” nel 2019 al XIV° Cortinametraggio per la doppia interpretazione nei corti “Fino alla fine” di Giovanni Dota e “Il perdono” di Marcello Cotugno. Nel 2020 vince il premio per il “migliore interprete” all’Ortigia Film Festival per il ruolo del professor Bernardini in “Favolacce” di Damiano e Fabio D’Innocenzo. Per lo stesso ruolo, nel 2021 è candidato al David di Donatello come “miglior attore non protagonista”.

Nel 2021 è nel cast di  “Lei mi parla ancora” di Pupi Avati (nel ruolo di Nino Sgarbi da giovane), mentre è Benedetto Croce per “Qui rido io” di Mario Martone. In uscita sul grande schermo “Il bambino nascosto”, regia di Roberto Andò (nel film è Diego, ex allievo del prof. Santoro / Silvio Orlando) ed “È stata la mano di Dio”, regia di Paolo Sorrentino (nel ruolo di Marittiello).

Lino Musella è tra gli interpreti più apprezzati della sua generazione. Classe 1980, nasce a Napoli e si trasferisce poi a Milano, alla scuola Paolo Grassi dove studia recitazione e si diploma in regia teatrale. Negli anni alterna l’attività di attore, a quelle di regista, tecnico e disegnatore luci. 

In teatro ha lavorato, tra gli altri, con Mario Martone, Carlo Cerciello, Valter Malosti, Serena Sinigaglia, Marcello Cotugno, Pierpaolo Sepe, Tommaso Pitta, Fabrizio Arcuri, Andrea Baracco, Antonio Latella, Alfredo Arias, Andrea De Rosa. Dal 2009 anima, con Paolo Mazzarelli, una propria compagnia mettendo in scena numerosi spettacoli, alcuni dei quali vincitori del Premio ANCT alla drammaturgia e del Premio Hystrio alla drammaturgia. Nel 2017 vince – assieme a Monica Nappo e Paolo Mazzarelli – il Premio Enriquez per lo spettacolo Orphans. Da anni porta avanti un sodalizio artistico con Tonino Taiuti. Nel 2016, prodotto da Elledieffe, mette in scena L’ammore nun è ammore, 30 sonetti di Shakespeare “traditi” e tradotti da Dario Jacobelli, un originale percorso poetico tra gli immortali versi del Bardo trasposti in napoletano. Uno spettacolo – di cui Musella ha curato anche la regia e che negli anni è diventato un piccolo cult. 

In televisione ha fatto parte di Gomorra la serie e The Young Pope.  Al cinema ha lavorato, anche con Eduardo De Angelis, Francesca Staasch, Gianfranco Cabid