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A CHE SERVONO QUESTI QUATTRINI

di Armando Curcio, regia Andrea Renzi

TEATRO SAN FERDINANDO 26 Dicembre 2021   6 Gennaio 2022
Teatro San Ferdinando, 1 Gennaio ore 19.00 e
Teatro San Ferdinando, 1 Gennaio ore 21.00 e
Teatro San Ferdinando, 1 Gennaio ore 21.00 e
Teatro San Ferdinando, 1 Gennaio ore 17.00 e
Teatro San Ferdinando, 1 Gennaio ore 17.00 e
Teatro San Ferdinando, 1 Gennaio ore 19.00 e
Teatro San Ferdinando, 1 Febbraio ore 18.00 e
Teatro San Ferdinando, 1 Aprile ore 21.00 e
Teatro San Ferdinando, 1 Maggio ore 17.00 e
Teatro San Ferdinando, 1 Giugno ore 18.00 e
26/12/2021 ore 19.00
27/12/2021 ore 21.00
28/12/2021 ore 21.00
29/12/2021 ore 17.00
30/12/2021 ore 17.00
01/01/2022 ore 19.00
02/01/2022 ore 18.00
04/01/2022 ore 21.00
05/01/2022 ore 17.00
06/01/2022 ore 18.00

A CHE SERVONO QUESTI QUATTRINI
di Armando Curcio
regia Andrea Renzi
con Giovanni Esposito, Valerio Santoro, Gennaro Di Biase, Luciano Saltarelli, Chiara Baffi, Fabrizio La Marca
scene Luigi Ferrigno
costumi Ortensia De Francesco
luci Antonio Molinaro

produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, La Pirandelliana

A che servono questi quattrini è una commedia di grande attualità. Andata in scena per la prima volta nel 1940 al Teatro Quirino di Roma, fu una delle più divertenti commedie che resero celebri i grandi fratelli De Filippo, Eduardo e Peppino.

La vicenda ruota intorno al Marchese Parascandolo detto il Professore che per dimostrare le sue teorie socratiche, bizzarre e controcorrente, ordisce un piano comicamente paradossale che svela l’inutilità del possesso del denaro. L’Italia di lì a poco sarebbe entrata nel conflitto della II Guerra Mondiale e il mondo post-capitalistico dell’alta finanza era di là da venire, ma l’argomento, così esplicitamente indicato nel titolo, stuzzicò la curiosità del pubblico di allora tanto che, pochi anni dopo, nel 1942, la commedia venne trasposta sugli schermi cinematografici per la regia di Esodo Pratelli con Eduardo e Peppino De Filippo protagonisti e con, tra gli altri, Clelia Matania e Paolo Stoppa. Bolle finanziarie, truffe internazionali, fallimenti di colossi bancari, tassi di interesse sproporzionati, spread e fiducia nei mercati sono “slogan” e ridondanti informazioni ampliamente invasive cui ci siamo abituati e che, per la maggior parte di noi, indicano situazioni fumose e di oscura interpretazione. E forse proprio spingendo sul parossismo del gioco teatrale, mostrato a vista, e sull’assurda fiducia della variegata comunità coinvolta nel 1piano del Marchese Parascandolo, si può, con la scanzonata e creativa adesione degli attori e in un clima popolare e festoso, relativizzare il potere dei “quattrini”, valore-totem indiscusso, che tutto muove oggi come allora.