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BLUMUNN

di Marina Confalone, regia Francesco Zecca

TEATRO MERCADANTE 2 Novembre 2021   7 Novembre 2021
Teatro Mercadante, 11 Febbraio ore 21.00 e
Teatro Mercadante, 11 Marzo ore 17.00 e
Teatro Mercadante, 11 Aprile ore 17.00 e
Teatro Mercadante, 11 Maggio ore 21.00 e
Teatro Mercadante, 11 Giugno ore 19.00 e
Teatro Mercadante, 11 Luglio ore 18.00 e
02/11/2021 ore 21.00
03/11/2021 ore 17.00
04/11/2021 ore 17.00
05/11/2021 ore 21.00
06/11/2021 ore 19.00
07/11/2021 ore 18.00

BLUMUNN
di Marina Confalone
regia Francesco Zecca
con Marina Confalone, Lello Giulivo, Giovanni Scotti
scene Gianluca Amodio
luci Pasquale Papa
costumi Annapaola Brancia D’Apricena
musiche Mimmo Napolitano
assistente alla regia Ramona Nardò
direttore di scena Mimmo Pirolla
delegato di produzione Massimo Vulcano
foto di scena Marco Ghidelli
si ringrazia Marialuisa Bosso
produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale,
C.A.S.A. centro delle arti della scena e dell’audiovisivo

Durata: 1h e 25 minuti (atto unico)

Locandina

Blumunn apre una riflessione su quanto possono essere penosi gli errori della nostra esistenza, quando il rimpianto per ciò che poteva essere e non è stato diventa assillo costante. E su quanta forza sia necessaria per realizzare sempre i nostri sogni.

Il Blue Moon, un ex piano bar in stato di completo abbandono, è il luogo in cui s’incontrano il giovane Malachia, che sta per trasformarlo in un market di surgelati e Susy, l’anziana cantante storica del locale, che non vi ritornava da anni. Nel rapporto che li coinvolgerà, metteranno in atto l’energia di due poli in opposizione per carattere ed intendimenti avendo l’occasione d’indagare in fondo ai loro cuori: la rinuncia di Malachia ad inseguire i propri sogni dovrà fare i conti con l’ardore prepotente, quasi adolescenziale, di Susy, teso a turbare i piani del ragazzo. E Susy, che rilegge le memorie del suo passato come avvolte in un’aurea mitica dovrà comunque ammettere miserie e sconfitte della propria esistenza. Il “Blumunn” è lo spazio di una vita e i suoi ricordi sono legati alle canzoni della giovinezza, che infiammando la nostra forza di amare, ci promettevano la felicità. Tra le sue mura avvolte nell’oscurità riaffiorano amarezze che possono attanagliare il presente nella morsa della rassegnazione oppure, riscoprendo quella musica perduta, farci ritrovare lo slancio d’inseguire ancora la gioia.