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IL VELO

workshop diretto da Davide Iodice

TEATRO SAN FERDINANDO 19 Aprile 2015   19 Aprile 2015
date da definire

IL VELO / THE VEIL

workshop diretto da Davide Iodice

con  Gemma Carbone, Kristin Falksten, Peter Jägbring, Caroline Sehm, Robert Söderberg,
Linda Wardal
musiche originali eseguite in scena Harriet Ohlsson

assistenza e training Alessandra Fabbri
collaborazione al progetto Michele Vitolini
luci Angelo Grieco
direttore di scena Marcello Iale
macchinista Luigi Sabatino
elettricista Antonio Gatto
foto Alessandra Fabbri, Luigi Maffettone, Mara Merullo, Michele Vitolini

in collaborazione con il  Corso di Lingua Svedese dell’Università di Napoli “L’Orientale” e la Scuola Elementare del Teatro

produzione Teatro Stabile di Napoli in collaborazione Folkteatern Göteborg
nell’ambito del progetto Città in scena / Cities on stage finanziato con il sostegno del Programma Cultura della Commissione Europea

si ringrazia Pierluigi Razzano, giornalista e scrittore; Fabrizio Masucci, presidente Museo Cappella Sansevero; Francesca Amirante, direttrice Complesso Museale delle Anime del Purgatorio ed Arco; Angelo Capitano Picone, artista di strada; Giovanni Savino, Tappeto di Iqbal; Marina Rippa e Alessandra Asuni, curatrici progetto La scena delle donne quartiere Forcella; Bruno Leone, mastro burattinaio;  Maurizio Braucci, scrittore; Daniele Sepe, musicista; Daniele Barone musicista e Margaret Ianuario danzatrice, Tony Saggese musicista; Luigi Del Prato, direttore CPA – ex Dormitorio Pubblico di Napoli e gli ospiti della struttura; Giuseppe Cafarella, Forgat Onlus; Angela Iuliano, Maria Cristina Lombardi, docenti di Lingua Svedese e Cristina Esposito, responsabile Ufficio Tirocini Università “L’Orientale” di Napoli; Luigi Maffettone, fotografo; Armando Rotondi, lettore dell’Università di Napoli “Federico II”

Attori e allievi attori della Scuola Elementare del Teatro Chiara Alborino, Ramona Carnevale, Antonio D’Alessandro, Caterina Di Matteo, Veronica D’Elia, Gennaro De Fabbio, Mattia Di Mauro, Fabio Faliero, Nicole Francesca Maria Febbraio Saetta , Carmine Ferrara, Giuseppe Fonzo, Roberta Frascati, Angela Garofalo, Claudia Gilardi, Lisa Imperatore, Giuseppe Marziano, Mara Merullo, Francesca Morgante, Monica Palomby, Rita Paolella, Tonia Persico, Giuseppe Pisano, Ariele Pone, Tommaso Renzuto Iodice, Rino Rivetti, Eleonora Ricciardi, Francesco Riccio, Arianna Romano, Damiano Rossi, Sefora Russo, Pasquale Saggiomo, Angela Severino, Sonia Totaro, Gianni Vastarella, Chiara Vitiello, Lia Guseyn Zade

Tirocinanti del Corso di Lingua Svedese dell’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” Rosa Cirillo, Boris Pacchiano, Teresa Speranza, Maria Chiara Trojano, Giovanna Vitale

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Giunto al suo quarto anno di attività, Città in scena / Cities on stage (il progetto sostenuto dalla Commissione Europea che vede impegnati il Teatro Stabile di Napoli, il Théâtre National di Bruxelles, l’Odéon-Théâtre de l’Europe di Parigi, il Festival d’Avignone, il Teatrul National Radu Stanca di Sibiu, il Teatro de La Abadía di Madrid e il Folkteatern di Göteborg), per la stagione 2014-15 promuove il workshop di Davide Iodice dal titolo Il velo. Oltre alla produzione di spettacoli, infatti, Città in scena / Cities on stage invita gruppi di giovani attori a prendere parte a laboratori con altrettanti registi, provenienti da un paese diverso, nella città di origine del regista. Dopo aver selezionato i partecipanti al Folkteatern di Göteborg (27 > 30 gennaio 2015), Davide Iodice, dal 23 marzo al 19 aprile 2015, condurrà un lavoro di scrittura, studio e messa in scena intorno alla percezione che i giovani svedesi avranno della nostra città. L’esito del laboratorio sarà messo in scena al Teatro San Ferdinando il 19 aprile e poi al Folkteatern di Göteborg il 29 aprile.

Così descrive il suo approccio rispetto a questa esperienza Davide Iodice: “vivo e lavoro a Napoli, città indicibile perché troppo detta, impossibile da ‘mettere sulla scena’ perché infinito teatro di se stessa. Tutto quello che faccio si nutre del rapporto con questa città, esplicitarlo in un unico tema sarebbe per me impossibile. Diventa allora importante, più del ‘tema’, la pratica scenica da condividere con il gruppo di giovani performers svedesi. La mia si basa su almeno due elementi riconoscibili: la ricerca in prima persona di una materia ‘esistenziale’ che superi la scena; la creazione di gruppi che mettano a contatto specialisti della scena e ’specialisti dell’esistenza’. Immagino allora una ricerca, divisa in tanti percorsi quanti saranno i performers scelti, che segnino una sorta di geografia sentimentale della città. Ogni attore sarà affidato a una guida che per vissuto o per conoscenza riveli un aspetto specifico della città: la resistenza sociale e culturale, il disagio, la teatralità, la ritualità magico – religiosa, e così via; accompagnando il performer in un viaggio secondo quella traiettoria. Il performer sarà chiamato ad appuntare giorno dopo giorno sulla pagina bianca della scena le ‘impressioni’ e i reperti documentali ed emotivi di quel percorso. Partiremo da un’immagine e da un luogo: il velo del Cristo della Cappella Sansevero, nel cuore del centro antico della città e lo assumeremo come elemento fisico e simbolico alla base della creazione. Il velo, (questo il titolo della creazione) rivela e nasconde, trattiene e custodisce quel corpo che sembra perennemente sul punto di risorgere. Così Napoli m’appare”.

IL DIARIO DI BORDO DEGLI STUDENTI DI LINGUA SVEDESE (Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”): Rosa Cirillo, Boris Pacchiano, Teresa Speranza, Maria Chiara Trojano, Giovanna Vitale hanno seguito tutto il percorso del laboratorio, accompagnando gli artisti nelle tappe di scoperta e conoscenza della città di Napoli, fino all’esito scenico finale. I ragazzi hanno infine redatto un “diario di bordo” in lingua italiana e inglese che documenta le fasi salienti del lavoro e della creazione.

SCARICA IL DIARIO DI BORDO IN LINGUA ITALIANA

DOWNLOAD THE DIARY IN ENGLISH

Biglietto: posto unico 5 euro

Il presente progetto è finanziato con il sostegno della Commissione Europea. L’autore è il solo responsabile di questa pubblicazione e la Commissione declina ogni responsabilità sull’uso che potrà essere fatto delle informazioni in essa contenute.