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LA METAMORFOSI

di Franz Kafka, adattamento e regia Giorgio Barberio Corsetti

TEATRO MERCADANTE 2 Marzo 2022   13 Marzo 2022
Teatro Mercadante, 3 Febbraio ore 21.00 e
Teatro Mercadante, 3 Marzo ore 17.00 e
Teatro Mercadante, 3 Aprile ore 21.00 e
Teatro Mercadante, 3 Maggio ore 19.00 e
Teatro Mercadante, 3 Giugno ore 18.00 e
Teatro Mercadante, 3 Agosto ore 21.00 e
Teatro Mercadante, 3 Settembre ore 17.00 e
Teatro Mercadante, 3 Ottobre ore 17.00 e
Teatro Mercadante, 3 Novembre ore 21.00 e
Teatro Mercadante, 3 Dicembre ore 19.00 e
Teatro Mercadante, 1 Gennaio ore 18.00 e
02/03/2022 ore 21.00
03/03/2022 ore 17.00
04/03/2022 ore 21.00
05/03/2022 ore 19.00
06/03/2022 ore 18.00
08/03/2022 ore 21.00
09/03/2022 ore 17.00
10/03/2022 ore 17.00
11/03/2022 ore 21.00
12/03/2022 ore 19.00
13/03/2022 ore 18.00

LA METAMORFOSI
di Franz Kafka
traduzione di Ervino Pocar
adattamento e regia Giorgio Barberio Corsetti
con Michelangelo Dalisi, Roberto Rustioni, Anna Chiara Colombo, Giovanni Prosperi, Francesca Astrei,
Dario Caccuri, Gea Martire
vocal coaching e musiche Massimo Sigillò Massara
scene Massimo Troncanetti
costumi Francesco Esposito
luci Marco Giusti
foto di scena Claudia Pajewski

produzione Teatro di Roma – Teatro Nazionale

Nato in stretta relazione con le riflessioni e i limiti imposti dalla crisi emergenziale, il nuovo lavoro di Barberio Corsetti porta il regista, ancora una volta, ad immergersi nell’universo kafkiano, seguendo l’atto terribile della sua scrittura che si inoltra nello squarcio profondo dell’alienazione sociale e della depressione, per indagare fragilità e inquietudini che, al di là di turbolenze specifiche, ci vedono tutti protagonisti.

Una trasformazione paradossale, letteralmente animalesca, che si manifesta nella mutazione in scarafaggio del protagonista Gregor – potente allegoria di una vita scandita da moti dell’animo, ritmi lavorativi, rapporti familiari e sociali, sovrapposizioni e incomprensioni, che racchiudono gli elementi della nostra esistenza attuale – a cui segue l’isolamento, la repulsione, la necessità di rinchiudersi in una stanza, al sicuro ma distanti dal resto del mondo fino ad arrivare all’annullamento totale. Attraverso le parole di Kafka, assumiamo il punto di vista di Gregor, che è insetto ma pensa da essere umano, sperimentando la condizione quasi cosmica, e metafisica, di un personaggio che sembra segnato dal male della depressione indotta dall’alienazione del lavoro subordinato, dalla maldicenza, dalla separazione da ogni forma di socialità. «In terza persona, Gregor si guarda e ci racconta, ci fa vedere la realtà con i suoi occhi – commenta Barberio Corsetti – abbandona il mondo degli umani e si trasforma, assume un altro corpo, immaginario, nato nel bozzolo protettivo del letto». La causa prima di questa rinuncia a sé stesso, che si esprime nella fuga dalla propria identità, è il suo lavoro e la sottomissione alle sue regole massacranti, all’imbecillità gerarchica, con un’eco lontana di minacciose strutture burocratiche e voci maldicenti.