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PADRI E FIGLI

di Ivan Turgenev, regia Fausto Russo Alesi

TEATRO MERCADANTE 22 Marzo 2022   27 Marzo 2022
Teatro Mercadante, 1 Gennaio ore 21.00 e
Teatro Mercadante, 1 Gennaio ore 17.00 e
Teatro Mercadante, 1 Gennaio ore 17.00 e
Teatro Mercadante, 1 Gennaio ore 21.00 e
Teatro Mercadante, 1 Gennaio ore 19.00 e
Teatro Mercadante, 1 Gennaio ore 18.00 e
22/03/2022 ore 21.00
23/03/2022 ore 17.00
24/03/2022 ore 17.00
25/03/2022 ore 21.00
26/03/2022 ore 19.00
27/03/2022 ore 18.00

PADRI E FIGLI
di Ivan Turgenev
traduzione e adattamento Fausto Malcovati e Fausto Russo Alesi
regia Fausto Russo Alesi
con Daria Pascal Attolini, Marial Bajma Riva, Giulia Bartolini, Alfredo Calicchio, Luca Carbone,
Matteo Cecchi, Eletta Del Castillo, Cosimo Frascella, Stefano Guerrieri, Marta Mungo, Marina Occhionero, Luca Tanganelli, Zoe Zolferino
e con Fausto Malcovati
pianoforte Giovanni Vitaletti / Esmeralda Sella
composizione musiche originali Giovanni Vitaletti
progetto scenografico Marco Rossi – costumi Gianluca Sbicca – luci Max Mugnai
foto di scena Serena Pea

produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Emilia Romagna Teatro Fondazione
in collaborazione con Teatro Verdi Pordenone

 

Un viaggio nello straordinario romanzo dello scrittore russo Ivan Turgenev. La ricchezza, l’orrore della vita, i duelli, le barriere e gli scontri ideologici scorrono in questo capolavoro magistralmente scritto, ma che nasce anche per essere letto, e il cui adattamento teatrale è stato reso possibile dal lavoro di drammaturgia e di traduzione del Professor Fausto Malcovati, tra i massimi esperti di letteratura, teatro e cultura russa.

“Da molto tempo amo questo straordinario romanzo di Ivan Turgenev in cui scorre la ricchezza e l’orrore della vita”, scrive Fausto Russo Alesi nelle sue note. “Il Centro Teatrale Santacristina, diretto da Roberta Carlotto, mi è sembrato il luogo adatto per conoscerlo meglio, per verificarne le sue potenzialità e i suoi parametri vitali: infatti è lì che il lavoro ha avuto la sua genesi, in un contesto di formazione appunto. In quel luogo meraviglioso che mi lega alla figura straordinaria di Luca Ronconi, che lo ha creato, mi sono voluto porre la domanda: “quale è l’eredità dei padri e quale è il futuro dei figli?”. Questa domanda portante, a mio avviso, del romanzo di Turgenev, è ciò che mi guida in questo lungo viaggio. Le fondamenta su cui abbiamo appoggiato il nostro lavoro partono da un adattamento del romanzo reso possibile dall’autorevole e meravigliosa presenza nel lavoro di drammaturgia e di traduzione del Professor Fausto Malcovati. Ho voluto da un lato assecondare il carattere del romanzo e quindi non negare le sue dilatazioni e il suo lento sviluppo, dall’altro cercare la teatralità e la possibile sintesi di un capolavoro magistralmente scritto, ma che nasce per essere letto. Da qui l’idea di provare ad indagare i possibili punti di vista da cui guardare il testo: da lettori di oggi che si mettono in rapporto con questa storia e con le sue tematiche, da personaggi che utilizzano la narrazione per raccontarsi attraverso il loro punto di vista, da una possibile figura di autore che si confronta con le sue creature, mettendole in relazione e attraversandole tutte per cercare di capire dove collocarsi nel mondo. Mantenere? Demolire? Costruire? O trasformare il passato di cui siamo figli, provando a leggere il presente e cercando un futuro che non si vede ancora? E’ commovente con quanta poesia e struggente leggerezza Turgenev riesca a parlarci e ci sia vicino. Affidato alla forza, alla vitalità e al talento di tredici attori, portare in scena oggi questo romanzo, significa interrogarsi ancora sull’ “uomo”, sulla crisi di un’epoca e sull’eterno e difficile confronto tra le generazioni e tra le classi sociali. I duelli, le barriere e gli scontri ideologici che Turgenev ci racconta, sembrano far risuonare tutti i fallimenti storici e le contraddizioni umane, quelle domande universali necessarie alle sfide del nostro tempo”.