CITTÀ PERDUTA ore 21,00
coreografia di Gabriella Stazio
musiche originali di Luigi Stazio
produzione Movimento Danza – MIC
LEMMY B ore 21,30
di Nunzia Picciallo
vincitrice del bando Residanza la casa della nuova coreografia 2024
produzione Associazione Culturale Equilibrio Dinamico
Lo spettacolo contiene nudo integrale
Movimento Danza e Teatro Nazionale di Napoli: sinergie tra danza, video danza e teatro
“Città perduta” coreografia
creata da Gabriella Stazio e presentata per la prima volta nel 1993 al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ha segnato un momento importante per la danza contemporanea in Italia. La scelta di utilizzare la suggestiva Sala del Plastico di Pompei ha dato vita a un’esperienza unica, unendo arte performativa e patrimonio culturale in un modo innovativo.
La coreografia si ispira ai calchi delle vittime dell’eruzione del Vesuvio, trasformando il dolore e la resilienza in una narrazione coreografica potente. La colonna sonora originale di Luigi Stazio, insieme alla lettura della lettera di Plinio il Giovane, arricchisce ulteriormente l’opera, rendendo palpabile il senso di perdita e connessione storica.
È incredibile pensare che, a distanza di oltre trent’anni, “Città Perduta” continui a emozionare il pubblico in teatri e spazi non convenzionali in tutta Italia. La danza di Sonia Di Gennaro, che ha interpretato il ruolo fin dall’inizio, aggiunge una dimensione fisica e profonda a questa riflessione sulla fragilità e la bellezza dell’esistenza umana. La coreografia “Città perduta” è correlata con il Mercadante perché entrambi sono legati alla messa in scena di “Pompeii Theatrum Mundi”. Questo spettacolo esplora temi legati alla storia e alla cultura di Pompei, e la coreografia si inserisce perfettamente in questo contesto, creando un legame tra danza e narrazione storica.
“Lemmy B” di Nunzia Picciallo
restituzione finale di Nunzia Picciallo, vincitrice del bando Residanza – la casa della nuova coreografia 2024
Nunzia Picciallo ha lavorato su una creazione che combina elementi visivi e performance, con la colonna sonora di Brandon LaBelle e il supporto drammaturgico di Tita Tummillo De Palo. È davvero bello vedere come diverse organizzazioni e fondazioni, come Equilibrio Dinamico e Fondazione Fabbrica Europa, collaborino per dare vita a queste opere. Inoltre, il fatto che il progetto abbia ricevuto riconoscimenti come il CURA 2024 e sia finalista del Premio TWAIN_direzioniAltre dimostra quanto sia apprezzato nel panorama artistico. Lemmy B. rappresenta un cambiamento radicale nella percezione di sé, spingendo all’azione piuttosto che all’attesa. Si manifesta una nuova soggettività che desidera essere una forza generativa in un sistema dominato dalla paura e dal controllo. In questo contesto, l’estetico e il politico si intrecciano, promuovendo pratiche trasformative che permettono al soggetto di evolversi in modi imprevedibili, sviluppando una maggiore consapevolezza. In una scena spoglia, la drammaturgia sonora funge da sguardo ineluttabile, mentre il corpo diventa lo strumento per ristrutturare le dinamiche di potere, rompere schemi e scoprire nuove forme di piacere e alleanze.
La performance prevede un nudo integrale per l’intera durata.