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SCALO MARITTIMO

di Raffaele Viviani, regia Giuseppe Miale di Mauro

TEATRO SAN FERDINANDO 26 Dicembre 2022   8 Gennaio 2023
date da definire

SCALO MARITTIMO
di Raffaele Viviani
regia Giuseppe Miale di Mauro
direzione musicale Mario Tronco con il coro dell’Orchestra di Piazza Vittorio
con Francesco Di Leva, Giuseppe Gaudino, Adriano Pantaleo e altri attori da definire
light designer Luigi Biondi
scene Carmine Guarino
luci Desideria Angeloni
costumi Giovanna Napolitano
elementi di scena Vincenzo Leone
un progetto Compagnia Nest
foto Carmine Luino

produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale in collaborazione con Nest

 

Non c’è tempo migliore di questo per ripercorrere la storia della migrazione italiana. Non c’è tempo migliore di questo in cui l’Italia è la meta sognata dagli immigrati che decidono di fare il lungo e tortuoso viaggio verso la libertà.
Scalo Marittimo ci permetterà d’indagare sulla genesi del pregiudizio che accompagna da sempre i fenomeni migratori.
Raffaele Viviani ha scritto questo testo nel 1918, più di cento anni fa, ambientando l’atto unico su una banchina del porto di Napoli nei minuti che precedono la partenza del piroscafo “Washington”. Il molo si anima e prende forma grazie al susseguirsi di svariati personaggi: marinai, facchini, venditori ambulanti, truffatori e viaggiatori di varie estrazioni sociali. Un’antica storia d’emigrazione che sarà raccontata da un coro di immigrati africani di seconda o terza generazione, quindi già perfettamente ambientati nel nuovo territorio. La forma musicale sarà appunto quella del coro greco che racconterà lo svolgersi della storia scritta da Viviani presentando i personaggi e le scene attraverso le didascalie del testo, che saranno musicate e cantate. Una sorta di cantastorie, come i griot africani, ma a differenza degli strumenti tradizionali useranno dei laptop per muoversi tra le melodie di Viviani. Come se avessero trovato il manoscritto in una biblioteca e ce lo raccontassero per avvicinare la storia dei loro avi a quella dei nostri antenati costretti a lasciare l’Italia per terre assai lontane.  

Gli attori della Compagnia saranno invece chiamati a interpretare i tanti personaggi scritti da Viviani in un gioco teatrale che li vedrà affrontare almeno tre personaggi a testa. Il tutto inserito in un non te