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PIAZZA DEGLI EROI

di Thomas Bernhard, regia Roberto Andò

TEATRO MERCADANTE 20 Ottobre 2021   31 Ottobre 2021
Teatro Mercadante, 1 Gennaio ore 21.00 e
Teatro Mercadante, 1 Gennaio ore 17.00 e
Teatro Mercadante, 1 Gennaio ore 21.00 e
Teatro Mercadante, 1 Gennaio ore 19.00 e
Teatro Mercadante, 1 Gennaio ore 18.00 e
Teatro Mercadante, 1 Gennaio ore 21.00 e
Teatro Mercadante, 1 Gennaio ore 17.00 e
Teatro Mercadante, 1 Gennaio ore 17.00 e
Teatro Mercadante, 1 Gennaio ore 21.00 e
Teatro Mercadante, 1 Gennaio ore 19.00 e
Teatro Mercadante, 1 Gennaio ore 18.00 e
20/10/2021 ore 21.00
21/10/2021 ore 17.00
22/10/2021 ore 21.00
23/10/2021 ore 19.00
24/10/2021 ore 18.00
26/10/2021 ore 21.00
27/10/2021 ore 17.00
28/10/2021 ore 17.00
29/10/2021 ore 21.00
30/10/2021 ore 19.00
31/10/2021 ore 18.00

PIAZZA DEGLI EROI
di Thomas Bernhard
traduzione Roberto Menin
regia Roberto Andò

con Renato Carpentieri, Imma Villa, Betti Pedrazzi,
Silvia Ajelli, Paolo Cresta, Francesca Cutolo, Stefano Jotti, Valeria Luchetti, Vincenzo Pasquariello, Enzo Salomone
scene e luci Gianni Carluccio
costumi Daniela Cernigliaro
suono Hubert Westkemper

aiuto regia Luca Bargagna
assistente alle scene Sebastiana Di Gesù
assistente ai costumi Pina Sorrentino
direttore di scena Teresa Cibelli
capomacchinista e attrezzista Fabio Barra
macchinista e attrezzista Nunzio Romano
datore luci Giuseppe Di Lorenzo
fonico Italo Buonsenso
elettricista e fonico Diego Contegno
sarta Francesca Colica
trucco Vincenzo Cucchiara
acconciature Emanuela Passaro
suggeritrice Emiliana Bassolino
amministratrice di compagnia Angela Carrano
foto di scena Lia Pasqualino
diritti di rappresentazione Suhrkamp Verlag – Berlino rappresentata in Italia da Zachar International – Milano
produzione Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Fondazione Teatro della Toscana – Teatro Nazionale

Durata: 2h e 30 minuti più intervallo

Programma
Locandina

“Piazza degli Eroi” (Heldenplatz) apparso nel 1988, e mai rappresentato in Italia, è l’ultimo testo teatrale di Bernhard, e uno dei suoi indiscussi capolavori. Il clamore suscitato a Vienna al suo debutto confermò l’immagine di uno scrittore furiosamente critico nei confronti del permanere in Austria di strutture autoritarie e fasciste, e il giudizio feroce per la classe politica che vi si era impiantata dal dopoguerra, colpevole di non aver mai veramente tagliato col passato nazista.

Vienna, marzo 1988. Nel disegnare il suo estremo congedo dalla vita e dal

“Piazza degli Eroi” (Heldenplatz) apparso nel 1988, e mai rappresentato in Italia, è l’ultimo testo teatrale di Bernhard, e uno dei suoi indiscussi capolavori. Il clamore suscitato a Vienna al suo debutto confermò l’immagine di uno scrittore furiosamente critico nei confronti del permanere in Austria di strutture autoritarie e fasciste, e il giudizio feroce per la classe politica che vi si era impiantata dal dopoguerra, colpevole di non aver mai veramente tagliato col passato nazista.

Vienna, marzo 1988. Nel disegnare il suo estremo congedo dalla vita e dal teatro, Bernhard sceglie di dare un nome e un tempo all’ottusità brutale che vede avanzare. Ma, come sempre accade in un’opera di fantasia, l’Austria di Bernhard è insieme un luogo concreto e una metafora. Così come lo è la piazza che dà nome al testo, la stessa in cui nel 1938 Hitler annunciò alla folla acclamante l’Anschluss, l’annessione dell’Austria al destino nazista della Germania. Se è venuto il tempo di rappresentare in Italia Piazza degli Eroi è proprio perché, a dispetto della inedita precisione realistica di Bernhard, oggi per comprendere il senso di questo testo visionario e catastrofico non servono indicazioni di luogo e di tempo. Ognuno degli spettatori che assisterà a una recita di Piazza degli Eroi, capirà subito che l’azione si svolge in una qualsiasi piazza da comizio, di una qualsiasi città d’Europa. L’Austria di Bernhard (dallo scrittore intravista profeticamente nei primi consensi per Haider), nel giro di una trentina e passa d’anni, è ormai ovunque. La storia del professor Schuster, una mente matematica filosofica, suicida per protesta contro l’avanzare della barbarie antisemita, è raccontata dal drammaturgo in una partitura a più voci, modulando una orchestrazione perfetta dove appaiono come relitti citazioni di altri grandi testi – tra tutti, Il giardino dei ciliegi di Čechov. La piazza e le voci inneggianti che si levano a disturbare la mente sconvolta della vedova del suicida, sono la piazza e le voci che ovunque nell’Europa smarrita di oggi invocano l’uomo forte, “un regista che li sprofondi definitivamente nel baratro”, come dice lo zio Robert, il fratello del suicida, parafrasando lo stesso Bernhard.

Spettacolo fisso in abbonamento al Mercadante*

*Lo spettacolo, in recupero dalla scorsa stagione, avrà una diversa assegnazione di posti rispetto agli altri. Gli spettatori già in possesso del biglietto potranno scegliere un altro spettacolo.